arcangelo licinio (maschinehaus)
Posted: maggio 3rd, 2010 | Author: clubsilencio | Filed under: Senza categoria | Commenti disabilitati
Arcangelo Licinio
Nato verosimilmente a Bari, in Italia, intorno al 1972, Arcangelo non entra nell’Ordine francescano e soprattutto – a differenza di Duns Scoto – non vi entra nel 1280. È presumibile che abbia condotto i suoi studi universitari e abbia quindi iniziato la sua “non-carriera” accademica sempre a Bari, dove (probabilmente all’inizio del nuovo millennio) diventa prima Dottore di Ricerca in Filosofia Contemporanea (senza tuttavia aver mai commentato le Sentenze di Pietro Lombardo) e poi due volte assegnista di ricerca in Ermeneutica Filosofica. Durante gli studi per il dottorato, secondo alcune fonti, pare abbia iniziato a collaborare con la redazione della Casa Editrice Laterza, interessandosi in particolare alla manualistica filosofica. Nel 2007, lo si ritrova visiting scholar a Koeln, presso l’Archivio Husserl, e in questa veste partecipa probabilmente ad alcuni seminari sul filosofo moravo.
Nel 2010, non sottoscrive una petizione a favore di Bonifacio VIII, sospira e rinuncia alla vita accademica, dedicandosi a quelle che – sempre secondo alcune fonti – sono le sue vere passioni: il consumo di kebab, la musica, l’elettronica e l’editoria. A questo proposito è utile ricordare che molti commentatori posteri lo danno come fra i fondatori del collettivo lab080, parte temporanea del progetto audiovideo 4Dialogue e fondatore del progetto Lavatrice mon amour (il tutto sotto l’oscuro pseudonimo di origine germanica maschinehaus).
Fra le sue opere monografiche ricordiamo: Etica controsenso. La fondazione scientifica dell’etica in Edmund Husserl (Bari 2005); Corpo Linguaggio Intersoggettività. Studi husserliani (Milano 2007). Della sua produzione saggistica, in gran parte andata dispersa dopo il sospiro extra-accademico, ricordiamo solo l’articolo tradotto in lingua rumena Corpul polisemic. Experienţa lui Leibkörper în fenomenologia lui Edmund Husserl (in “Vox Philosophiae”, 2009).
Sottolineamolo ancora, di un Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo, neppure l’ombra!