
Domenica 11 ottobre ore 18.30
Expérience à Recommencer
Lettura psicoattiva per Antonin Artaud
Introduce Luigi Abiusi
Performance:
Valentina Lacalamita, voce recitante;
Dj mjaft!, loops & electron ics;
Domenico Vacca, basso, chitarra
video.
testi da:
Poesie della crudeltà
Al paese dei Tarahumara
Il teatro e il suo doppio
ingresso libero
Expérience à recommencer
Se il pensiero procede troppo a lungo sulla linea tesa del tempo, infagottato nelle strutture di una falsa coscienza, senz’aria nei canali stretti della comunicazione quotidiana, l’uomo si salva o non si salva. Ma se di colpo cambia disfacendo il corpo del mondo, egli sperimenta provando se stesso nell’azione e accetta di vivere l’esperienza differente e non prevista dell’erranza, a metà tra salvezza e crollo.
Nient’altro che un viandante sulla terra, Antonin Artaud saliva per giorni e giorni fin nel cuore della montagna Tarahumara, urlando nello sgomento di un corpo devastato, mentre la mente, già espansa, cercava il visibile nell’invisibile, l’astratto nel concreto e vedeva inscritta nei segni, sulla roccia, una verità impronunciabile. Vedeva, l’uomo col cuore acceso, le intuizioni di una lunga ricerca teatrale e umana da tempo consegnate al “teatro di libro” del Teatro e il suo doppio, confermate, autenticate nel luogo segreto e angusto. Nella Sierra, al di là del tempo, una tribù dialogava ancora con la Tradizione radicata nella terra e vivificata dalla magia del rito sacro, dalla ripetizione non casuale, ma pericolosa, del gesto che si fa azione profonda.
Come di fronte alla rigorosa frenesia delle danze orientali, riconosceva, osservatore sempre all’erta, la bellezza ricercata di una perfezione profondamente umana, radicata in tutto ciò che immediatamente scivola via. Contro la stasi delle forme intatte, travalicando la distinzione tra vita organica e vita psichica, Poesia è nel grido di Artaud, far danzare la voce del corpo “dall’alto in basso e dal basso in alto, / da dietro in avanti e / da avanti all’indietro, / ma molto più da dietro all’indietro”, nel movimento di sguardi nel volto che cambia nella molteplicità di direzioni, l’una nell’altra, l’una dall’altra. Nel dinamismo tremendo di un transito assoluto, la perdita del peso verso la leggerezza di un pensiero nuovo.
A metà fra salvezza e crollo, l’accensione di un linguaggio che non dice niente se non il movimento creatore della vita facendo a meno dei termini, entro cui il significato diminuisce, linguaggio che diviene invece, attraverso il suono, il gesto, il geroglifico, senso che si mostra e cresce passando silenzioso.
Expériece à recommencer diviene oscillando tra viaggio concreto attraverso il mondo e viaggio inquieto del pensiero, in onde eguali, riporta la voce pulsante dell’uomo nel battito armonico del cuore ansioso e dice la poesia vera e propria, senza forma e testo, l’emozione brusca della scoperta diluita nei colori, nei suoni in movimento della coscienza di un uomo che giunge vasta fino a noi.
Nella gestualità rivissuta nell’hic et nunc, l’energia della vita si alimenta alle sorgenti e contemporaneamente matura, in un viaggio ‘attuale’ nella notte antica per USCIRE DI NUOVO ALLA LUCE DEL GIORNO.
Al limite di un lungo grido, esperimento da ricominciare.
Valentina Lacalamita
Quando sono entrato nell’essenza
e nel vissuto della lingua di Antonin Artaud ho realizzato che il suono del suo canto senza tempo appartenesse ad un futuro anteriore:
un concetto che racchiude la musica e la filosofia della musica elettronica e dei suoni processati da macchine.
Ho provato ad applicare lo stesso procedimento
di coabitazione dell’essenza poetica di suoni arcaici che girano dentro noi da tempi immoti
alle frequenze campionate che girano attorno a noi in tempi noti ed è nato il tappeto sonoro per una lettura psicoattiva di alcuni scritti di Artaud .
Ho scalato con le sue prose la strada per la montagna sacra, ho danzato con lui fra gli sciamani messicani alla ricerca anch’io dell’estasi, della catarsi, della luce,
nei colori dell’iride e nelle frequenze impazzite
nelle armonie sintetiche per un’ ESPERIENZA da RICOMINCIARE!
dj mjaft!
Grazie a SNAKEPLANET… WEBHELP
Valentina Lacalamita è laureanda in Lettere moderne. Lavora su una tesi in Letterature comparate su Antonin Artaud e Dino campana. Da anni si dedica alla ricerca in ambito teatrale seguendo stages di formazione e realizzando laboratori teatrali nelle scuole. Certa dell’importanza delle realtà associative per il territorio, per l’incontro di forze attive che esse favoriscono, porta avanti nell’ambito di un’associazione culturale, con il progetto “Metamorfosi”, la sua passione per la poesia e per ogni forma di linguaggio artistico.
dj mjaft!… mixa sonorità etniche e campionamenti elettronici, già dj resident del Villaggio Globale di Roma, orienta i suoi set allo studio degli stati modificati di coscienza legati ai fenomeni di musicoterapia e transe nella lezione di Georges Lapassade. Ha pubblicato di recente il concept album SARAVA’, un viaggio spirituale verso Oriente.
Vacca Domenico fa la sua prima esperienza musicale all’età di nove anni seguendo i corsi di avviamento musicale con la maestra Nora Sasso. All’età di tredici anni si appassiona allo studio della chitarra. Studia presso la scuola di musica popolare “DVORAK” sotto la guida del maestro Ferdinando Lesi. Si specializza nello studio della chitarra moderna presso la scuola di musica “Pentagramma” di Guido Di Leone seguendo i corsi del maestro Gabriele D’Angela, prosegue gli studi col mandolino presso il conservatorio di musica Niccolò Piccinni di Bari nel corso tenuto dal maestro Mauro Squillante. Svolge attualmente la sua attività di musicista in diversi progetti teatrali e musicali.